Onicogrifosi

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Onicogrifosi

Cause, sintomi, trattamenti podologici e terapia farmacologica

L’onicogrifosiè una patologia ungueale caratterizzata da un marcato ispessimento, incurvamento e deformazione della lamina, che assume un aspetto simile al corno di un animale o a una conchiglia a spirale. Colpisce soprattutto leunghie dei piedi, in particolare negli anziani e nei soggetti con problemi circolatori o traumi ripetuti.

Non si tratta solo di un problema estetico: l’unghia deformata può provocare dolore intenso, difficoltà a camminare e problemi nella scelta delle calzature. PressoPodovita – Studio Podologico Totaa Siracusa, il Dott. Gianluca Totasi occupa della diagnosi e del trattamento professionale dell’onicogrifosi, integrando approccio podologico, prevenzione e – quando necessario – terapia farmacologica in collaborazione con il medico curante.

Che cos’è l’onicogrifosi?

L’onicogrifosi consiste in unacrescita anomala dell’unghia, che diventa:

  • molto spessa e dura;
  • ricurva, deviata o spiraliforme;
  • spesso di colore giallo-brunastro;
  • difficile da tagliare con strumenti comuni.

L’unghia così deformata esercita una forte pressione sul letto ungueale e sui tessuti circostanti, generandodolore alla pressione e durante la deambulazione. Nei casi più avanzati può addirittura penetrare nella cute o spingere contro le altre dita.

Perché si sviluppa l’onicogrifosi? Le cause principali

Le cause dell’onicogrifosi sono spessomultifattoriali. Tra le più frequenti troviamo:

1. Traumi ripetuti e microtraumi

Colpi diretti alle dita, urti ripetuti contro la punta della scarpa, attività sportive con impatto sull’avampiede (es. corsa, calcio) e calzature rigide o troppo strette possono alterare la matrice ungueale e favorire l’iper-crescita deformata.

2. Patologie vascolari e circolatorie

Nei soggetti coninsufficienza venosaoarteriopatia periferica, la ridotta perfusione sanguigna dei tessuti provoca un rallentamento del ricambio cellulare e altera la crescita dell’unghia, favorendone l’ispessimento e la deformazione.

3. Età avanzata

L’onicogrifosi è molto comune nell’anziano, per diversi motivi:

  • riduzione del microcircolo;
  • alterazioni degenerative del letto ungueale;
  • limitata capacità di autogestire il taglio delle unghie;
  • presenza di altre patologie (diabete, artrosi, micosi).

4. Patologie associate

L’onicogrifosi può comparire in associazione a:

  • Onicomicosi(micosi dell’unghia);
  • Psoriasiungueale;
  • Diabete mellitoe neuropatie;
  • Ipercheratosiperiungueali e deformità digitali.

5. Predisposizione congenita

In alcuni casi è presente unacurvatura innata dell’unghiao una predisposizione familiare, che rende la lamina più incline a deformarsi nel tempo, soprattutto se associata a traumi o calzature non idonee.

Come riconoscere l’onicogrifosi? Segni e sintomi

I segni più caratteristici dell’onicogrifosi sono:

  • unghia moltospessa, dura e opaca;
  • colorazionegiallo-bruna o marrone;
  • curvatura marcata, spesso a spirale o “a corno”;
  • dolore alla pressione, soprattutto con le scarpe chiuse;
  • difficoltà o impossibilità di taglio con normali tronchesine;
  • possibile cattivo odore se sono presenti micosi o infezioni.

La diagnosi è prevalentementeclinica. Il Podologo valuta:

  • morfologia e colore della lamina;
  • presenza di ipercheratosi periungueale;
  • eventuali segni di micosi associate;
  • condizioni vascolari e neurologiche del piede.

Differenza tra onicogrifosi e altre patologie dell’unghia

L’onicogrifosi può essere confusa con altre onicopatie. La diagnosi differenziale è importante per impostare il trattamento corretto.

Onicogrifosi vs onicomicosi

  • Onicogrifosi: lamina molto spessa e ricurva, dura, spesso a corno; la deformazione è predominante.
  • Onicomicosi: unghia friabile, disgregata, ispessita ma meno “a spirale”; spesso coinvolge più unghie e il bordo libero si sbriciola.

Onicogrifosi vs onicolisi

Nell’onicolisil’unghia si stacca dal letto ungueale, creando uno spazio vuoto, ma non assume la forma ricurva e cornoide tipica dell’onicogrifosi.

Onicogrifosi vs ipercheratosi subungueale

Nell’ipercheratosi subunguealel’ispessimento riguarda soprattutto lo strato di cute sotto l’unghia; nella onicogrifosi la deformazione coinvolge tutta la lamina.

Il ruolo del Podologo nel trattamento dell’onicogrifosi

IlPodologoè la figura sanitaria di riferimento per il trattamento conservativodell’onicogrifosi. Gli obiettivi principali sono:

  • ridurre lo spessore e la curvatura della lamina;
  • eliminare il dolore durante il cammino;
  • prevenire lesioni della cute circostante;
  • facilitare l’utilizzo di calzature adeguate;
  • migliorare l’igiene e l’estetica del piede.

1. Riduzione professionale della lamina ungueale

Con frese e strumenti specifici, in ambiente sterile, il Podologo:

  • assottiglia l’unghia ispessita;
  • modellizza la lamina riducendo la curvatura;
  • rimuove le parti deformate e dolorose.

Questo trattamento èindoloree consente al paziente di tornare a camminare meglio già dopo la prima seduta.

2. Trattamento di callosità e ipercheratosi associate

Spesso l’onicogrifosi si accompagna a:

  • callosità periungueali;
  • tilomi dorsali sulle dita;
  • ipercheratosi plantari da sovraccarico.

Il Podologo rimuove queste lesioni per ridurre ulteriormente dolore e attrito con la scarpa.

3. Educazione del paziente e prevenzione

Durante la visita vengono fornite indicazioni personalizzate su:

  • come tagliare correttamente le unghie;
  • quali calzature evitare;
  • come mantenere piede e lamina in condizioni ottimali;
  • frequenza dei controlli podologici (spesso ogni 4–8 settimane).

Terapia farmacologica nell’onicogrifosi

L’onicogrifosi è principalmente unaalterazione meccanica e strutturaledella lamina ungueale. Tuttavia, in molti casi può essere associata ad altre patologie (in particolare onicomicosi) che richiedono unaterapia farmacologica mirata, prescritta dal medico. Il Podologo collabora con il dermatologo o il medico di base per impostare il percorso più appropriato.

1. Antimicotici topici e sistemici

Se l’onicogrifosi è accompagnata damicosi dell’unghia, il medico può prescrivere:

  • Antimicotici topici(smalti o soluzioni) a base di ciclopirox, amorolfina, bifonazolo, econazolo o altri principi attivi specifici.
  • Antimicotici sistemiciper via orale, come terbinafina, itraconazolo o fluconazolo, indicati nei casi più estesi o resistenti.

Lariduzione podologica dell’unghiamigliora la penetrazione dei farmaci topici e aumenta sensibilmente l’efficacia della terapia antifungina.

2. Antinfiammatori e analgesici

In presenza di dolore importante, il medico può consigliare l’assunzione di analgesici o antinfiammatori(ad esempio paracetamolo o FANS), sempre valutando eventuali controindicazioni individuali.

3. Antibiotici

Qualora si sviluppi unainfezione batterica periungueale(paronichia, pus, arrossamento marcato, calore, dolore pulsante), può essere necessario un trattamento antibiotico prescritto dal medico, associato alla gestione locale da parte del Podologo.

4. Cheratolitici topici

In alcune situazioni il medico può suggerire l’uso diprodotti cheratolitici, come creme o preparazioni ad alta concentrazione diureao acido salicilico, per ammorbidire la lamina molto ispessita. Questi prodotti devono essere usati con attenzione e sotto controllo professionale, per evitare irritazioni della pelle circostante.

5. Integratori e supporto nutrizionale

Quando la qualità dell’unghia è compromessa da carenze o squilibri metabolici, il medico può consigliare integratori a base dibiotina, zinco, vitamine del gruppo Bo altri nutrienti utili al trofismo ungueale.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

La chirurgia rappresenta una sceltaeccezionale, riservata ai casi:

  • di deformazione estrema della lamina;
  • di dolore cronico non controllabile con le cure conservative;
  • di infezioni ricorrenti o ulcerazioni;
  • di impossibilità a indossare calzature nonostante i trattamenti.

Le tecniche più comuni includono:

  • Avulsione parziale o totaledell’unghia;
  • Matricectomia chimica o chirurgica, che riduce o blocca la ricrescita della lamina deformata.

Il Podologo indirizza il paziente a valutazione chirurgica solo quando la gestione conservativa non è più sufficiente.

Onicogrifosi negli anziani e nei bambini

Neglianzianil’onicogrifosi è particolarmente frequente e spesso si associa a difficoltà di mobilità, problemi visivi e ridotta capacità di prendersi cura dei propri piedi. In questi casi laperiodicità dei controlli podologicidiventa fondamentale per prevenire dolore, infezioni e cadute.

Neibambinil’onicogrifosi è rara, ma può comparire in presenza di traumi ripetuti, calzature scorrette o conformazioni ungueali congenite. Il trattamento deve essere particolarmente delicato e personalizzato.

Domande frequenti sull’onicogrifosi

L’onicogrifosi è contagiosa?

No, l’onicogrifosi non è contagiosa. Non è causata direttamente da virus o funghi, anche se può coesistere con unamicosi dell’unghia, che invece è trasmissibile.

Posso tagliare da solo un’unghia onicogrifotica?

È sconsigliato. L’unghia è estremamente dura, spessa e deformata: tentare di tagliarla da soli può causareferite, rotture traumatiche e infezioni. Il taglio e la riduzione devono essere eseguiti dal Podologo con strumenti adeguati.

Si può guarire definitivamente dall’onicogrifosi?

Dipende dalla causa. Se l’alterazione è dovuta principalmente a un trauma o a una micosi trattata correttamente, si possono ottenere miglioramenti importanti e durevoli. Nelle forme legate a problemi vascolari o degenerativi, il trattamento è spesso di mantenimentoe richiede sedute periodiche.

Ogni quanto è consigliabile il controllo podologico?

In media ogni4–8 settimane, in base alla velocità di ricrescita dell’unghia, all’età del paziente e alla presenza di altre patologie (diabete, vasculopatie, ecc.).

Prevenzione: come ridurre il rischio di onicogrifosi

  • Indossarecalzature comode, con punta ampia e non troppo rigida.
  • Evitare traumi ripetuti alle dita (calzature inadatte, colpi contro la punta della scarpa).
  • Curare l’igiene quotidiana del piede.
  • Tagliare le unghiediritte e non troppo corte.
  • Trattare precocemente eventualimicosio infezioni.
  • Eseguire controlli regolari dalPodologo, soprattutto dopo i 60 anni o in presenza di diabete e problemi circolatori.

Conclusioni

L’onicogrifosi è una patologia ungueale che può diventare dolorosa, limitante e antiestetica, ma con un percorso mirato è possibile controllarla efficacemente. Il trattamento podologico professionale, associato quando necessario allaterapia farmacologicaprescritta dal medico, consente di ridurre il dolore, migliorare l’aspetto delle unghie e prevenire complicanze.

PressoPodovita – Studio Podologico Totaa Siracusa, il Dott. Gianluca Tota offre un approccio completo all’onicogrifosi: valutazione clinica, riduzione professionale della lamina, collaborazione con il medico per la terapia farmacologica e un programma di prevenzione personalizzato per mantenere i piedi in salute nel tempo.

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